Immagini girate dai ricercatori della Stazione Anton Dohrn nei fondali di fronte la secca di Amendolara in provincia di Cosenza

«Il mare, resiliente nonostante tutto»

Plastica e microplastica, inquinamento, aumento delle temperature, pesca eccessiva e illegale compromettono la salute dei fondali marini. Che però ancora resistono e si rigenerano. Silvio Greco, direttore della Stazione zoologica Anton Dohrn, tra le migliori istituzioni al mondo per biologia marina, ci guida alla scoperta dei segreti del mare. E ci racconta dei coralli nero e rosso trovati in Calabria, della legge Salvamare, che permette ai pescatori di scaricare in porto i rifiuti “pescati accidentalmente”, e dell’istituzione della Zona economica esclusiva, grazie alla quale l’Italia ha esteso la sua sovranità su 200 miglia di mare dalla costa.

Stazione Anton Dohrn, a 150 anni dalla nascita entra nella top ten mondiale

Dopo uno studio comparativo tra oltre mille istituti di ricerca, la piattaforma mondiale Expertscape ha incluso la Stazione zoologica Anton Dohrn, Istituto nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologia, tra i dieci migliori enti al mondo nell’ambito della biologia marina. Oltre la sede centrale, presso l’Acquario pubblico di Napoli, ha diverse sedi regionali, tra queste, quella calabrese di Amendolara dove i ricercatori hanno rinvenuto la presenza dei coralli nero e rosso nei fondali dell’Alto Tirreno. Per il direttore Silvio Greco si tratta di «una scoperta importante per l’intera comunità scientifica internazionale, che testimonia la capacità di resilienza del mare, soprattutto di quello calabrese che è uno straordinario hotspot di biodiversità». Diversi sono, quindi, i motivi per festeggiare il 150º anniversario della Stazione, istituita nel 1872 dal naturalista austriaco Anton Dohrn, oggi primo istituto di ricerca italiano, secondo in Europa e sesto al mondo. «Mai nessun ente italiano era riuscito a solcare la top ten mondiale – aggiunge – per noi è motivo di ulteriore responsabilità, alla quale stiamo rispondendo aprendo sedi regionali, come immaginava il nostro fondatore, e coprendo a 360 gradi tutto ciò che è il mare»

La metà dell'ossigeno sulla Terra è prodotta dal mare

Il mare è il grande motore climatico del Pianeta, da cui dipende il 50% della produzione di ossigeno e l’assorbimento del 30% di CO2, ma solo se è in buona salute. Non ha dubbi il direttore della Stazione Anton Dohrn quando dichiara che il 99,6% della comunità scientifica mondiale sostiene che la presenza di anidride carbonica sulla terra sia di natura antropica.

«Ci stiamo avvicinando all’aumento di 1,5 gradi di temperatura, che causerà forti danni. – spiega – Assisteremo allo scioglimento del permafrost, massa di microrganismi e ghiacciai, anche nelle aree del Nord Europa e nelle coste russe. Per capire i danni, non dobbiamo pensare a uno tsunami, basti sapere che un millimetro e mezzo di acqua sopra il livello della costa determina la fine di un territorio, perché nel frattempo il sale è già entrato nella sua falda acquifera»

Silvio Greco, direttore della Stazione Zoologica Anton Dohrn racconta l’importanza del mare
(immagini sottomarine Mondo Blu Diving Center)

Ma il problema non è solo l'innalzamento della temperatura, stop alla plastica monouso, avanti con biodegradabile e compostabile

Da luglio scorso, la direttiva Ue 2019/904 disciplina nei Paesi comunitari la riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente. Vieta la produzione del monouso, tra cui posate, piatti e bastoncini cotonati, ma non solo. Al bando pure gli attrezzi da pesca, o parti di essi, usati per attirare, catturare o allevare risorse biologiche marine. In Italia, il 14 gennaio 2022 é entrato in vigore il D. lgs. 196/2021, che armonizza la normativa nazionale con quella europea, salvando prodotti biodegradabili e compostabili. Per Silvio Greco bisogna puntare l’attenzione sulla scarsa quantità di plastica riciclata in Italia: «Abbiamo la più alta percentuale di raccolta differenziata tra i Paesi europei – aggiunge – ma solo il 3% di plastica viene riciclata»

Infografica Legge Salvamare

«Abbiamo la più alta

percentuale di raccolta

differenziata tra i Paesi

europei, ma solo il 3%

di plastica viene

riciclata»

Legittimati i pescatori a portare i rifiuti in porto

Intanto, per ridurre la plastica in ambiente marino, la legge Salvamare, approvata lo scorso novembre, permette al comandante dell’imbarcazione o al conducente, quindi anche al pescatore dopo una battuta di pesca, di conferire i rifiuti “accidentalmente pescati” all’impianto portuale di raccolta

Podcast - La storia di Luigi Marzulo, pescatore di Tropea

A bordo della sua imbarcazione Luigi Marzolo racconta la sua vita di giovane pescatore a Tropea. Nel suo futuro, c’è solo il mare

Luigi Marzolo

Luigi Marzulo

Nuvola Parole Granchio
Nuvola Parole Balena

Guarda il video per seguire l’avventura, a lieto fine, di un piccolo polpo dentro una bottiglia di vetro, trovata da Luigi Marzolo, giovane pescatore di Tropea, tra le maglie della rete issata dal mare

Isole di plastica

Nel Mar Mediterraneo, secondo dati Ispra, sono presenti 176mila frammenti di microplastica per km². «Quando, ad esempio, si parla di isole di plastica grandi quanto la Francia – spiega Greco – non si dice che si sta indicando quella galleggiante, che è solo una parte del totale, compresa tra il 3 e il 5 percento. Tutto il resto è depositato nei fondali marini e ha le dimensioni dell’intero continente europeo»

La plastica è nel piatto

L’attenzione di Silvio Greco riguarda il mare in ogni sua forma anche quella alimentare: autore del libro “La Plastica nel piatto” il biologo, di origini calabresi, ci spiega che bisognerebbe mangiare pesce a ciclo breve, in quanto ha poco tempo per contaminarsi e cicli riproduttivi tali da garantire la sopravvivenza della specie prima di essere pescato. «E’ impensabile immaginare che esistano risorse marine completamente non contaminate. Dagli abbissi marini, ripresi in alcuni filmati, abbiamo notato come i copecodi, piccoli crostacei, ignorino le prede abituali perché preferiscono mangiare sulle fibre di plastica, presenti nei fondali». Nelle tavole degli italiani, da marzo in poi, giunge solo pesce dal mercato estero. «Nei nostri mari sono presenti oltre 400 specie, ma nelle cucine ne usiamo solo dieci, di cui tre di allevamento. Abbiamo mutato negativamente le abitudini alimentari, per cui, alle gustose zuppe di pesce preferiamo i pesci bistecca»

Immagini sottomarine scattate lungo la Costa degli Dei da Davide Schiariti del Mondo Blu Diving Center di Capo Vaticano

A 50 metri di profondità, per osservare il cambio di stagione

Davide Schiariti – Mondo Blu Diving Center

«Il mare è più forte di tutto, la plastica la sputa fuori». Ogni giorno, quasi fosse un pesce, Davide Schiariti ama scrutare in apnea i fondali tra Capo Vaticano e Tropea: «Non riesco a farne a meno – racconta – mi piace ammirare il cambiamento delle stagioni. Così, in primavera amo notare come le rocce, e tutto ciò che vive sopra, si vestano di nuovo colore. Mentre in autunno, al cadere delle foglie, io ammiro il cadere delle alghe». Titolare del Mondo Blu Diving Center di Capo Vaticano, specializzato in immersioni ed escursioni lungo la Costa degli Dei, pratica l’apnea sin da bambino e a 15 anni era già professionista.

Nuvola Parole
Nuvola Parole 1
Nuvola Parole 4

Agenda 2030 dell’Onu, l’obiettivo 14 è sempre più lontano, per Greco: «La Conferenza di Glasgow è stato un fallimento, non è stata indicata una data. Non si può accettare che alcuni Paesi parlino del 2080 »

L'Italia aumenta la sua sovranità oltre le miglia territoriali

Per la salvaguardia delle risorse marine, a giugno scorso, è stata istituita la Zona economica esclusiva, che stabilisce la sovranità nazionale su 200 miglia di mare dalla costa e non più su 12. «Il Governo italiano – conclude Greco – ha raggiunto un ottimo traguardo, che punta alla salvaguardia e alla valorizzazione delle nostre risorse. Ma ora bisogna lavorare per ampliare la conoscenza del nostro mare, sul quale c’è una forte ignoranza. Basti pensare che solo lo 0,1% è stato mappato».